Conto PIR (Piani Individuali Risparmio)

Aggiornato al 14 novembre 2017

Directa offre la possibilità di aprire un conto PIR dedicato.
I Clienti potranno creare in totale autonomia il proprio portafoglio.

Nel conto PIR sono a disposizione tutte le piattaforme di Directa e gli strumenti utili per l'attività di trading; è possibile operare su azioni dei mercati italiano (MTA), Xetra e BATS Europe, nonché su obbligazioni, ETF, fondi e Certificati.
Non è invece abilitata l'operatività con leva finanziaria e su strumenti a margine.

Costi

Non si paga alcuna commissione d'ingresso.

E' previsto un canone di tenuta conto di 100 € annui.

Per quanto riguarda le commissioni di negoziazione, sul conto PIR è attivo un unico profilo: le commissioni fisse, nella misura prevista per i diversi mercati e strumenti finanziari (ad esempio 5 €, 6 €, 9 $).

Promozioni

In base agli accordi stipulati per l'anno 2017 tra Directa e diversi partner, i clienti che acquistano in Borsa fondi Pir per almeno 15.000 € fruiranno di uno sconto di 100 € sui costi di mantenimento dei conti Pir.

Partner aderenti alla promozione:
  • New Millennium Sicav
  • AcomeA
  • Lyxor- Gruppo Société Générale (non vengono addebitate le commissioni per gli eseguti)

Che cosa sono i PIR

I PIR sono stati istituiti dalla legge di bilancio per l'anno 2017 con l'intento di convogliare una parte dei risparmi delle persone fisiche, cui sono riservati, verso le imprese italiane, e in particolare quelle di piccole e medie dimensioni.

L'incentivo per l'investitore è costituito dall'esenzione totale dalla tassazione di qualunque rendita finanziaria conseguita nell'ambito del PIR (capital gain, dividendi, interessi...) e anche dall'imposta di successione e donazione, a fronte del rispetto delle condizioni qui di seguito elencate:

  • gli investimenti nel PIR devono essere mantenuti per almeno cinque anni (è tuttavia possibile smobilizzarli prima, rinunciando all'esenzione fiscale)
  • ogni singolo PIR non può superare l'importo di 30.000 euro investiti in un anno
  • il singolo investitore non può superare i 150.000 euro complessivamente immessi nei PIR (vale a dire che può destinare ai PIR al massimo 30.000 euro all'anno per cinque anni, anche non consecutivi)
  • il 70% delle risorse deve essere investito in strumenti finanziari emessi da imprese italiane, o anche europee, purché dotate di una stabile organizzazione in Italia (vincolo di diversificazione)
  • il 30% di questo 70% (quindi il 21% del totale) deve essere destinato a strumenti emessi da imprese non incluse nel FTSE Mib, quindi aziende di minor capitalizzazione come quelle quotate nei segmenti MidCap, STAR e AIM
  • a un singolo emittente non può essere destinato più del 10% del portafoglio (vincolo di concentrazione).