TERZO PILASTRO BASILEA II

INFORMATIVA AL PUBBLICO SULLA SITUAZIONE AL 31 DICEMBRE 2008

Premessa

La normativa emanata da Banca d'Italia, coerentemente con gli accordi europei sui requisiti patrimoniali degli intermediari finanziari, prevede alcuni adempimenti a carico delle SIM.

In particolare, il "terzo pilastro" di Basilea II introduce l'obbligo di informativa nei confronti del pubblico riguardo l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche principali dei sistemi preposti alla identificazione, misurazione e gestione dei rischi, con l’obiettivo di rafforzare la disciplina di mercato.

L'informativa è organizzata in "tavole", così come previsto dal Regolamento della Banca d'Italia in materia di vigilanza prudenziale del 24 ottobre 2007.

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TAVOLA 1 - REQUISITO INFORMATIVO GENERALE

Caratteristiche del business societario

Preliminarmente si ricorda che Directa concentra il proprio business sulla ricezione e sull'inoltro ai mercati di competenza (o agli intermediari negoziatori laddove non esista una connessione diretta al mercato) degli ordini ricevuti dai Clienti, cercando di assicurare la massima velocità di esecuzione, il più alto livello di affidabilità della piattaforma nei momenti di "fast market" e il minor costo commissionale.

La società non opera in conto proprio e non si espone ad alcuno dei rischi a ciò connessi.

In linea con tali scelte strategiche la società non ha mai chiesto l'autorizzazione alla gestione di portafogli per conto dei Clienti e non svolge servizio di consulenza nei loro confronti: nessuno dei dipendenti o collaboratori fornisce alla clientela consigli sull'operatività.
La liquidità propria di Directa non viene impegnata per l'acquisto di strumenti finanziari o per finalità speculative, ma viene interamente mantenuta su conti correnti bancari e utilizzata a supporto delle attività operative.

Gestione dei rischi e strutture preposte

I controlli in tema di analisi dei rischi e di determinazione del capitale interno vengono svolti dall'area amministrativa, dalla compliance, dall'amministratore delegato e dal comitato del rischio e del credito che si occupa di risk management.
Mensilmente, nell'ambito della predisposizione delle segnalazioni di vigilanza, vengono analizzate eventuali variazioni intervenute sul patrimonio di vigilanza per l'imputazione di nuove poste attive o passive e vengono quantificati i rischi principali cui è esposta la società.

L'area amministrativa provvede a elaborare le tavole con i dati aggregati estratti dalla contabilità e predispone una prima stesura delle segnalazioni di vigilanza.
I dati vengono quindi trasmessi, prima del loro invio, alla funzione compliance, che li analizza e chiede gli opportuni chiarimenti in merito alle più importanti modifiche intervenute.

Periodicamente la funzione compliance presenta all'amministratore delegato la situazione aggiornata del patrimonio di vigilanza e dei rischi finanziari e operativi di maggior rilievo, fornendo così l'occasione per un riesame e per l'apporto di eventuali modifiche alle procedure o alla struttura dei costi e degli investimenti.

Anche la funzione di internal audit svolge delle verifiche a campione sulle segnalazioni di vigilanza e sulla correttezza e congruenza dei dati in esse contenute.

Le dimensioni ridotte della struttura, la semplicità dello scambio interno di informazioni e il sistematico monitoraggio da parte dell'amministratore delegato fanno sì che ci sia un flusso continuo fra le diverse aree che seguono e presidiano i controlli dei rischi, senza necessità di ricorrere a una sistematica formalizzazione scritta delle diverse fasi dei processi.

Un ruolo di primaria importanza nell'analisi dei rischi viene svolto dal comitato del credito e del rischio, organo collegiale di cui fanno parte i rappresentanti delle diverse aree aziendali (commerciale, back office, amministrazione e compliance), oltre al presidente e all'amministratore delegato.
Il comitato si riunisce abitualmente con cadenza mensile per discutere, approfondire e trovare soluzioni organizzative idonee a fronteggiare nel migliore dei modi i diversi profili di rischio aziendale e i problemi posti dalla loro evoluzione.
Al termine di ogni riunione viene redatto un verbale, che riporta gli argomenti discussi e le deliberazioni assunte.

Strategie di copertura dei rischi

L'analisi della solidità patrimoniale e delle coperture dei rischi è sempre stata eseguita applicando gli schemi ordinari e i coefficienti suggeriti dalla normativa in materia di vigilanza prudenziale sulle SIM.
Da un lato, quindi, sono stati presi a riferimento il patrimonio di vigilanza e l'evoluzione delle sue componenti principali in base all'andamento economico della società, e dall'altro è stata focalizzata l’attenzione sui rischi, fra quelli previsti dai regolamenti, che hanno maggiore impatto sulla società in ragione delle peculiarità del servizio offerto.
L'evoluzione e la consistenza del patrimonio di vigilanza sono legate direttamente all'andamento della redditività aziendale, che viene monitorata sistematicamente attraverso la predisposizione del budget aziendale all'inizio di ogni anno e il successivo riscontro in corso d'anno.
Le caratteristiche del business societario e la struttura delle spese rendono facilmente stimabile il totale su base annua dei costi, che si compongono di una quota strutturale poco comprimibile (costi del personale, costi di struttura, altri costi fissi) e di una quota variabile (lavoratori a chiamata, consulenti e soprattutto spese di pubblicità).

La struttura dei ricavi è anch'essa estremamente semplice nella sua composizione (commissioni nette attive e interessi) e viene stimata a inizio anno tenendo conto dei ricavi dell'ultimo semestre e dell'andamento generale dei mercati.
Al termine di ogni mese vengono fatti i calcoli di consuntivo e i relativi aggiustamenti, che forniscono una proiezione dell'utile di fine anno via via più precisa e raffinata.

Vengono apportate modifiche e correzioni sui costi in corso d'anno in tutti i casi in cui si deliberino nuove spese o la società incorra in eventi straordinari tali da incidere in maniera rilevante sull'andamento dei costi stimati.

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TAVOLA 2 - AMBITO DI APPLICAZIONE

Gli obblighi di natura informativa in materia di vigilanza prudenziale sono in capo a Directa SIM.

Non si segnalano differenze sostanziali negli aggregati patrimoniali consolidati, né nei coefficienti di rischio previsti per i conti consolidati.
L'unica società controllata dalla SIM è la Directa Service, che viene integralmente consolidata nei conti di fine esercizio.

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TAVOLA 3 - COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA

Gli elementi positivi del Patrimonio di Vigilanza sono rappresentati dalle poste che compongono il patrimonio netto (capitale sociale, utile e riserve), più il prestito subordinato sottoscritto nel 2005.
Non vi sono strumenti innovativi di capitale, né altre forme di reperimento di risorse esterne per la composizione del patrimonio.

Gli elementi negativi, oltre alle immobilizzazioni materiali e immateriali, sono formati dalle partecipazioni (Directa Service 100% per euro 606.356 e Trading Service 25% per euro 111.853).

Alla data del 31 dicembre 2008 la struttura patrimoniale era la seguente:

Patrimonio di base: € 9.487.188 (a)

Elementi positivi:
capitale sociale sottoscritto: € 6.000.000
riserve: € 4.755.990
utile 2008: € 1.200.214

Elementi negativi:
immobilizzazioni immateriali: € 2.469.016

Patrimonio supplementare: € 1.080.000 (b)

Altri elementi negativi: (c)
immobilizzazioni materiali: € 3.779.304
partecipazioni: € 718.209

Patrimonio di vigilanza (a + b – c) = € 6.069.675

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TAVOLA 4 - ADEGUATEZZA PATRIMONIALE

Nella definizione di capitale interno si è fatto integralmente riferimento a quanto previsto dalla normativa sul patrimonio di vigilanza, ritenendolo un metodo ragionevole e adatto alla tipologia estremamente semplice dell’assetto societario e del business svolto.

Rischio di credito ed esposizioni ponderate

Alla data del 31 dicembre, nel calcolo del rischio di credito, le coperture patrimoniali richieste per le esposizioni ponderate risultano essere le seguenti:

Crediti controparte "A" (crediti verso erario): 0 euro
Crediti controparte "B" (crediti verso banche): € 103.670
Crediti controparte "C" (crediti verso privati - per lo più "long overnight"): € 417.613

Esse rappresentano l'8% del totale delle singole esposizioni ponderate in base ai coefficienti indicati da Banca d'Italia per ciascuna differente controparte.

Rischio di concentrazione

L'ammontare totale dei "grandi rischi" (ovvero delle esposizioni verso un singolo Cliente superiori al 10% del patrimonio di vigilanza) e il limite individuale devono essere contenuti rispettivamente entro 8 ed entro 25 volte l'ammontare del Patrimonio di Vigilanza.
Alla data del 31 dicembre 2008 vi era un unico Cliente nei confronti del quale la SIM presentava un'esposizione classificabile fra i "grandi rischi", pari a 1.075.691 euro.

Rischio di cambio

Il requisito patrimoniale minimo a fronte del rischio di cambio era al 31 dicembre 2008 pari a € 64.596, corrispondente all'8% del totale della posizione in valuta detenuta sui conti di proprietà della SIM.

Rischio operativo

Il requisito patrimoniale minimo a fronte del rischio operativo era a fine esercizio 2008 pari a € 1.855.159 e corrispondeva al 15% del margine di intermediazione medio degli ultimi tre esercizi, come riportato in dettaglio nella Tavola n° 9.

Altri rischi

La copertura complessiva prevista per gli altri rischi è pari al 25% dei costi operativi dell'esercizio 2008 e ammonta a € 2.198.686.

Coefficienti patrimoniali totali e di base

La copertura patrimoniale complessiva per la somma dei rischi (rischio di credito, rischi di mercato e rischi operativi) è pari a € 2.441.038.
Nel conteggio delle coperture non vengono conteggiate le coperture per gli "altri rischi".

Il Patrimonio di Base è pari a € 9.487.188
Il Patrimonio di Vigilanza è pari a € 6.069.675

Coperture complessive/patrimonio di base = 25,73%
Coperture complessive/patrimonio di vigilanza = 40,22%

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TAVOLA 5 - RISCHIO DI CREDITO : INFORMAZIONI GENERALI

La SIM non ha né crediti "scaduti", né crediti "deteriorati" e non sono state fatte rettifiche di valore ai crediti iscritti in bilancio, che vengono integralmente conteggiati ai fini del rischio di credito.

L'esposizione lorda alla data del 31 dicembre 2008 è rappresentativa delle esposizioni medie avutesi in corso d'anno ed è così composta:

Crediti controparte "A" (crediti verso erario): € 817.445
Crediti controparte "B" (crediti verso banche): € 6.479.373
Crediti controparte "C" (crediti verso privati - per lo più "long overnight"): € 5.220.163.

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TAVOLA 6 - TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO

Non vengono effettuate compensazioni fra le poste iscritte in bilancio.

Con l'introduzione del servizio "long overnight" è stata prevista la possibilità per un Cliente di fare acquisti sul mercato "cash" con l'utilizzo di un margine (anziché dell'integrale copertura) e con il contestuale ricevimento di un finanziamento da parte di Directa, che ottiene in garanzia le azioni acquistate dal Cliente stesso: è questo l'unico caso di acquisizione di una garanzia dai propri Clienti da parte della SIM.

Le politiche commerciali di Directa sono improntate alla sistematica prudenza. Le percentuali di margine richieste sui singoli titoli presi a garanzia per i finanziamenti "long overnight" ricalcano le analisi di rischio già svolte dalla cassa di compensazione e garanzia, variando da un minimo del 20% su alcuni titoli dell'indice SPMIB fino a un massimo del 50% per gli altri titoli, e la ricostituzione dei margini avviene su base giornaliera.

Inoltre Directa prende in considerazione ai fini della solvibilità soltanto il patrimonio di ciascun Cliente direttamente e immediatamente disponibile presso di sé e non accetta mai fideiussioni o altri tipi di garanzie (ad esempio quelle su beni di proprietà del Cliente al di fuori del rapporto con la SIM).

Alla data del 31 dicembre 2008 l'ammontare totale dei finanziamenti per l'attività di long overnight era pari a € 4.963.853. a fronte di un controvalore di titoli detenuto a garanzia pari a € 6.667.791.

Non esistevano esposizioni per finanziamenti erogati coperti da altri tipi di garanzia.

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TAVOLA 7 - RISCHIO DI CONTROPARTE

Il rischio di controparte è nullo poiché la SIM non svolge attività di negoziazione in conto proprio.
Gli unici casi critici possono essere rappresentati dall'attività di collocamento, laddove la società assuma la garanzia nei confronti dell'emittente: gli importi trattati sono sempre assolutamente marginali e poco rilevanti rispetto al totale delle attività svolte dalla SIM.
Nel corso degli anni ogni singolo acquisto con garanzia è stato sempre integralmente collocato e assegnato a quei Clienti che ne avevano fatto richiesta in precedenza.

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TAVOLA 8 - RISCHI DI MERCATO: INFORMAZIONI PER GLI INTERMEDIARI CHE UTILIZZANO IL METODO DEI MODELLI INTERNI PER IL RISCHIO DI POSIZIONE, PER IL RISCHIO DI CAMBIO E PER IL RISCHIO DI POSIZIONI IN MERCI

La SIM non adotta modelli interni per il calcolo dei rischi di cui sopra.

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TAVOLA 9 - RISCHIO OPERATIVO

I rischi operativi sono di scarso rilievo grazie alla conformazione societaria, che prevede la pressoché totale esecuzione di ordini sui mercati regolamentati, aree molto snelle, facilità di scambio di informazioni fra i diversi settori aziendali, un alto livello di automazione delle procedure e il presidio costante delle questioni di maggior rilievo da parte dell'amministratore delegato.
Nel corso degli esercizi 2007 e 2008 sono stati spesi per rimborsi ai Clienti meno di 10.000 euro all'anno, che sono stati erogati a fronte di errori o anomalie verificatisi nello svolgimento delle mansioni da parte di dipendenti o collaboratori.

L'apparecchiatura hardware e i principali software presenti in azienda sono tutelati da una polizza assicurativa che risarcisce i danni in caso di "hackeraggio".

Per il calcolo del rischio operativo Directa si avvale del metodo base (BIA -Basic Indicator Approach), che prevede il calcolo di una copertura pari al 15% del margine di intermediazione degli ultimi tre esercizi:

- Margine di intermediazione 2006 pari a € 10.948.142
- Margine di intermediazione 2007 pari a € 13.610.593
- Margine di intermediazione 2008 pari a € 12.544.449

Copertura patrimoniale richiesta (15% del valore medio) pari a € 1.855.159.



Torino, 20 maggio 2009

PER SAPERNE DI PIU'



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