Operatività sulle opzioni
L'opzione è lo strumento finanziario caratterizzato da una più forte valenza assicurativa, concepito in origine allo scopo di garantire all'acquirente, a fronte del pagamento di un "premio", una copertura del rischio di svalutazione del suo investimento.
Si tratta in effetti di un vero e proprio contratto tra due soggetti, compratore e venditore, con cui il primo acquisisce il diritto, ma non l'obbligo, di comprare (opzione Call) o vendere (opzione Put) una determinata quantità di uno strumento finanziario (attività sottostante, o underlying) a (o entro) una scadenza stabilita e a un prezzo prefissato (prezzo di esercizio o strike price), mentre il secondo gliene fornisce la garanzia, a fronte del pagamento incassato con la vendita dell'opzione (premio).
Contratti opzioni MIBO, DJ EuroSTOXX 50, DAX40
Directa permette di negoziare le opzioni sull'indice FTSE MIB, quotate sul mercato IDEM e denominate MIBO, e quelle sull'indice DJ EuroSTOXX 50 (OESX) e sull'indice DAX 40 (ODAX), quotate sul mercato EUREX .
È richiesta una preliminare abilitazione (da INFO>abilitazioni>5a>Opzioni), condizionata al superamento di un quiz atto a verificare un grado di conoscenza dell'argomento da parte dell'utente sufficiente a consentirgli un'operatività consapevole (in alternativa al quiz è possibile documentare una pregressa operatività con le opzioni presso altri intermediari).
I clienti abilitati potranno poi operare sulle opzioni dalla piattaforma optionRuler integrata nella dLite, o anche dalla scheda ordine della piattaforma Base.
Domande frequenti
Esempi di operatività sulle opzioni
1) Acquisto
- GIORNO T - Indice FtseMib: 21.800
Supponiamo l'acquisto della seguente opzione PUT sull'indice:
- strike 21.000, scadenza SET 19, prezzo 350 punti, moltiplicatore 2.5
- costo operazione 875 € (350 x 2,5).
SCENARI A SCADENZA
1. L'indice avrà un valore superiore o uguale a 21.000: il valore dell'opzione sarà nullo e la perdita sarà uguale al controvalore del premio pagato: 875 €;
2. L'indice avrà un valore inferiore a 21.000: il valore dell'opzione sarà pari a 2,5 € per ogni punto dell'indice inferiore a 21.000. Es: se l'indice a scadenza valesse 20600 punti, il valore dell'opzione sarebbe di 400 X 2,5 € = 1.000 €. Si genererebbe quindi un incasso di 1.000 € e un guadagno di 125 €, al netto del premio pagato all'acquisto (1000-875=125) e al lordo delle imposte sul capital gain.
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2) Vendita
- GIORNO T - Indice FtseMib: 21.800
Supponiamo la vendita della seguente opzione CALL sull'indice:
- strike 22.500, scadenza SET 19, prezzo 350 punti, moltiplicatore 2.5
Quando vendo un'opzione incasso un premio, che viene congelato dal broker, in aggiunta alla trattenuta di un margine di garanzia, di circa il 6% del valore nozionale dell'opzione.
- Premio incassato 875 €, margine trattenuto 3.375 €.
- Totale accantonato 4.250 € (soggetto a variazione giornaliera in base al valore dell'opzione e al margine richiesto).
SCENARI A SCADENZA
1. L'indice a scadenza ha valore inferiore o uguale a 22.500: il valore dell'opzione è nullo; il guadagno è pari al 100% del premio incassato (875 €), al lordo delle imposte sul capital gain.
2. L'indice a scadenza ha valore superiore a 22.500: il valore dell'opzione è pari a 2,5 € per ogni punto dell'indice superiore a 22.500.
Es 1: se l'indice a scadenza valesse 22.800 punti, il valore dell'opzione sarebbe di 300 X 2,5 €, pari a 750 € da corrispondere al detentore dell'opzione. Si genererebbe così un addebito (valore intrinseco a scadenza dell'opzione) pari a 750 €, da detrarsi dal premio incassato, generando quindi un guadagno di 125 €, al lordo delle imposte sul capital gain.
Es 2: se l'indice a scadenza valesse 23.000 punti, il valore dell'opzione sarebbe di 500 X 2,5 €, pari a 1.250 €, da corrispondere al detentore dell'opzione. Si genererebbe così un addebito (valore intrinseco a scadenza dell'opzione) pari a 1.250 €, da cui detrarre il premio incassato (875 €). Il risultato sarà in questo caso una perdita di 375 €.
N.B.
È importante comprendere che la vendita di opzioni può comportare perdite potenzialmente illimitate.
Gli operatori in opzioni adottano strategie di combinazioni di acquisti e vendite di opzioni con medesima scadenza e strike diversi per prefigurare scenari di possibili profitti. Le strategie consentono di ottimizzare i margini richiesti, ma implicano anche rischi elevati, di cui occorre tener debitamente conto.
Criteri utilizzati per il calcolo dei Margini di portafogli compensati tra Opzioni e Futures su medesimo sottostante
In caso di abilitazione al servizio opzioni ed alla piattaforma optionRuler, come specificato nelle condizioni contrattuali, il cliente riceverà la richiesta di un unico margine “compensato” che tenga conto, per ciascun sottostante abilitato, della sua esposizione complessiva in futures ed in opzioni, siano esse comprate o vendute, di tipo call o di tipo put, nonché a scadenze più o meno lontane.
La logica del sistema di marginatura applicato da Directa si ispira al cosiddetto “margine di portafoglio”, con il quale i requisiti di margine sono stabiliti tramite un modello per la definizione del prezzo "basato sul rischio", che calcola la più alta perdita possibile di tutte le posizioni in essere su un gruppo di prodotti, all'interno di una gamma di prezzi sottostanti e volatilità compresa in un certo range di osservazione. Un modello simile, almeno nella sua componente di margine ordinario, è noto con il nome di Theoretical Intermarket Margining System ("TIMS") applicato dalla nostra Cassa di Compensazione e Garanzia ai futures ed opzioni quotati sul mercato Idem. Il cliente potrà eventualmente fare riferimento a quel sistema, qualora risultasse a lui già familiare, in quanto giungerebbe a risultati simili.
Directa identifica quindi un Portafoglio Integrato, composto da tutti gli strumenti sullo stesso sottostante, e procede alla valutazione del rischio associato allo stesso, ipotizzando che i prezzi dell’attività sottostante varino giornalmente, in aumento o in diminuzione, per un ammontare percentuale massimo, definito Intervallo del Margine. Gli scenari di prezzo non si limitano a prendere in esame variazioni estreme: il calcolo è effettuato anche nell’ipotesi di scenari intermedi, al fine di valutare il rischio anche nei confronti di alcune strategie di negoziazione le cui perdite massime si verificano in corrispondenza di valori del sottostante compresi tra gli estremi (ad esempio strategie short strangle).
Il margine così calcolato si giustifica con la considerazione che, nel caso in cui Directa debba, a causa dell’incapacità del cliente di procurare nuovi margini, liquidare le sue posizioni, essa potrà farlo alle più sfavorevoli condizioni di mercato ragionevolmente ipotizzabili, e pertanto con questo sistema si assicura di avere già accantonato i fondi necessari, a meno di eventi catastrofici e non preventivabili.
Al fine di stabilire la perdita massima nell’ipotesi di variazioni giornaliere dei prezzi di mercato, Directa determina il costo o il ricavo teorico di liquidazione di ciascun Portafoglio Integrato in corrispondenza di una serie di scenari di prezzo dell’attività sottostante, ricompresi nell’Intervallo del Margine. Il Margine da versare, al fine di mantenere la propria posizione, viene posto pari al più alto fra i costi teorici di liquidazione calcolati per ogni scenario di prezzo.
La valorizzazione delle opzioni nei vari scenari di prezzo è effettuata con la formula di Black&Scholes, che verrà illustrata nel documento Criteri utilizzati per la valorizzazione del portafoglio compensato tra Opzioni e Futures su medesimo sottostante.
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